La collezione di strumenti storici di chimica
del Dipartimento di Scienze Chimiche
Dipartimento di Scienze Chimiche
La collezione, costituita da circa 400 strumenti risalenti perlopiù al XX secolo, è una testimonianza preziosa delle ricerche e della didattica in chimica svolte all’Università di Padova nel corso del Novecento.
Tra le attività di ricerca di questo periodo ebbe un ruolo fondamentale lo studio delle strutture molecolari tramite la spettroscopia a radiazione infrarossa; vi sono infatti ben cinque spettrometri a infrarossi, acquisiti tra gli anni Trenta e Settanta. E’ presente anche una serie di prismi adatti a questo tipo di ricerca, costituiti da cristalli ionici (ad esempio di NaCl o CsBr) e conservati in recipienti che li isolano dall'ambiente esterno. Completa l’insieme una raccolta di spettri realizzati su carta.
Nel dopoguerra, la dotazione strumentale dell’istituto fu incrementata anche utilizzando i finanziamenti provenienti dal programma di aiuti economici noto come “Piano Marshall”. A testimonianza di ciò, in alcuni strumenti è ancora presente la caratteristica etichetta.
La collezione comprende una straordinaria varietà di bilance, che differiscono per epoca di costruzione, portata e sensibilità. Tale ricchezza e varietà di modelli sottolinea l'importanza della misura della massa in chimica.
Infine, è presente moltissima vetreria, anche realizzata in sede da soffiatori di vetro. Ogni pezzo serviva per una ben precisa ricerca, e spesso veniva progettato insieme dall'artigiano e dal docente. Questi strumenti raccontano una peculiarità ormai desueta della pratica della chimica, che fu però di fondamentale importanza per secoli, a Padova e non solo.
Nonostante la collezione sia costituita quasi esclusivamente da strumenti non antecedenti il XX secolo, l’insegnamento della chimica a Padova risale a tempi ben più antichi. Il primo corso di chimica a Padova, destinato agli studenti di medicina, fu tenuto nel 1749 da Bartolomeo Lavagnoli. Nel 1769 fu realizzato il primo Laboratorio (Elaboratorium), con sede nel palazzo che era stato residenza di Giovanni Poleni, in via Beato Pellegrino. Le lezioni di chimica si tennero in questo edificio fino al 1864, anno in cui venne completato l'adattamento di un palazzo attiguo al Bo', dove vennero trasferite. Agli inizi del Novecento venne costruito, per quello che nel 1873-74 era diventato l’Istituto di Chimica, un nuovo edificio in via Loredan, che venne occupato dalle autorità militari durante la prima guerra mondiale e restituito all'Università nel 1919. Il moltiplicarsi delle attività dell’Istituto di Chimica portò alla nascita di diverse nuove istituzioni nel corso del XX secolo: l'Istituto di Chimica Fisica nel 1932, l'Istituto di Chimica Organica nel 1950 e l'Istituto di Chimica Analitica nel 1965. Questi confluirono tutti nel 2004 nell’attuale Dipartimento di Scienze Chimiche.
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Conservatore: dott.ssa Fanny Marcon
Tel +39 049 8277246
email: fanny.marcon@unipd.it
Tecnico museale delle collezioni storiche di strumenti scientifici e macchine dell’Ateneo: dott.ssa Giulia Nicchio
tel. +39 331 2601226
e-mail: giulia.nicchio@unipd.it
Delegato dei Direttori dei Dipartimenti ove presenti Collezioni di Area tecnico-scientifica: Prof. Massimo Grassi