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Rossella Marcucci

1961-2025

Lieve e tenace al tempo stesso, come le piante che tanto hai amato. Ti ricorderemo così. Con il tuo sorriso radioso, il tuo candore apparente e quell’ironia che ci lasciava sempre senza fiato. Ti ricorderemo per la tua conoscenza solida e per la generosità con cui sapevi condividere le tue passioni con chiunque. Collega, amica.

Rossella Marcucci, padovana, si è laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Padova, dove ha conseguito anche il titolo di Dottore di Ricerca in “Biologia Evoluzionistica”. Dal 1997 è stata conservatrice del Museo Botanico dell’Università degli Studi di Padova, in forza al Centro di Ateneo per i Musei: nel suo ruolo, si è preoccupata di arricchire le collezioni d’erbario con esemplari recenti in modo da fornire indicazioni anche sulle nuove introduzioni di specie esotiche, sia con raccolte personali, sia favorendo i contatti e gli scambi con botanici nazionali e internazionali. Il suo interesse scientifico si è rivolto in particolare verso le piante superiori, soprattutto i generi Allium L. e Ornithogalum L. (famiglia Liliaceae). Si è occupata inoltre della catalogazione dell’Erbario padovano, e ha svolto un ruolo insostituibile nel recente allestimento del Museo Botanico, inaugurato nel febbraio 2023.
La sua produzione scientifica annovera oltre 80 articoli su riviste nazionali ed internazionali e volumi, tra i quali merita ricordare in particolare la bella pubblicazione con Paola Roncarati, Filippo De Pisis, botanico flâneur. Un giovane tra erbe, ville, poesia (2012). Ha inoltre partecipato a convegni nazionali e internazionali e all’organizzazione di esposizioni. Dal 2005 ha collaborato al progetto internazionale per la compilazione dei volumi dell’Atlas Florae Europaeae, ricoprendo anche il ruolo di referente per la regione Veneto.

Accanto alla grande professionalità e alla competenza disciplinare, di Rossella sarà sempre ricordata la grande generosità con cui sapeva condividere la passione per il proprio lavoro con qualunque uditore, da colleghe e colleghi a cittadine e cittadini di ogni età e ogni formazione, fino alle più giovani generazioni, consapevole del ruolo civico che ha il patrimonio culturale nella formazione dei futuri adulti come nel benessere di ciascuno.

 

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