Un altro mo(n)do

 

Uno spettacolo-guida teatrale tra le collezioni di Antropologia

Un percorso di racconto e conoscenza delle collezioni etnografiche, nato da un tirocinio di inserimento lavorativo

 

Uno spettacolo-guida teatrale tra le collezioni di Antropologia

Un percorso di racconto e conoscenza delle collezioni etnografiche, nato da un tirocinio di inserimento lavorativo

Obiettivi

Un altro mo(n)do è un progetto di accessibilità e inclusione che nasce all'interno del tema dell'International Museum Day 2026, "Museums uniting a divided world". L'obiettivo è rendere la sezione di Antropologia del Museo della Natura e dell'Uomo di Padova un luogo realmente accessibile, in grado di accogliere e valorizzare i desideri autentici di una persona nello spettro autistico, trasformandoli in una proposta culturale per tutta la cittadinanza.

Il progetto intende abbattere le barriere – non solo architettoniche, ma prima di tutto culturali – che ancora ostacolano l'esercizio del diritto alla cultura da parte delle persone con disabilità, contrastando l'abilismo e promuovendo una diversa idea di museo: aperto, inclusivo, attraversato da sguardi e linguaggi plurali.

Metodologia e processo di sviluppo

Il percorso nasce durante il tirocinio di inserimento lavorativo di Ludovico Lancia – persona con sindrome di Asperger, scrittore e drammaturgo – svolto al Centro di Ateneo per i Musei dell'Università di Padova. Ludovico ha raccontato le storie delle collezioni attraverso le voci di personaggi da lui ideati, incorporando nella narrazione il proprio percorso di crescita nel contesto lavorativo.

Il linguaggio scelto è quello del teatro, modalità comunicativa nella quale l'autore sa esprimere pienamente se stesso. I testi sono frutto di un dialogo continuo tra la fantasia dell'autore, la suggestione determinata dalle collezioni e la supervisione attenta del conservatore della sezione di Antropologia per i contenuti scientifici.

Lo spettacolo-guida si snoda fra le sale etnografiche – Giappone e Oceania, Africa, Asia – e i reperti, dall'interno delle loro teche, si fanno parte attiva della narrazione, ispirando le riflessioni dei personaggi che accompagnano il pubblico. I personaggi prendono vita da un intreccio di linguaggi scenici: la narrazione diretta condotta da Ludovico, voce narrante e ponte tra pubblico, reperti e immaginario fantastico; i puppet teatrali realizzati e animati secondo il metodo di Neville Tranter, che danno corpo ai personaggi più scomodi e mostruosi; gli attori in scena per i personaggi che richiedono presenza fisica e interazione con il pubblico; un libretto illustrato, distribuito a ogni spettatore prima della rappresentazione, con le illustrazioni originali di Ludovico per i personaggi non presenti fisicamente in scena.

Il racconto attraversa temi profondi – il colonialismo, lo sfruttamento delle risorse e delle persone, la memoria, la restituzione delle storie – mostrando come la cultura, se accompagnata da una forte intensità di pensiero, possa diventare uno spazio di inclusione avanzata.

Realtà coinvolte

  • Servizio Integrazione Lavorativa – SIL, che ha supportato l'inserimento di Ludovico nel percorso
  • Centro di Ateneo per i Musei (CAM) dell'Università di Padova, che ha messo a disposizione il contesto lavorativo e le relazioni personali
  • Museo della Natura e dell'Uomo, con le collezioni e le loro storie
  • Cooperativa sociale Provate, che ha promosso la cultura della convivenza e della valorizzazione delle differenze
  • Associazione Teatro Nove Vite, che ha dato anima e corpo al racconto
  • Ludovico Lancia, autore dei testi, delle illustrazioni e voce narrante

Impatti

Un altro mo(n)do dimostra come un percorso di inserimento lavorativo, se inserito in un ecosistema culturale accogliente, possa trasformarsi in una proposta artistica capace di parlare a un pubblico ampio. Lo spettacolo-guida ha permesso di dare voce a collezioni spesso percepite come distanti e di rendere il museo un luogo in cui mondi diversi – quello dell'autore, quello delle culture rappresentate, quello dei visitatori – trovano modi sorprendenti di incontrarsi, scoprendo di avere più in comune di quanto credessero.

Decisiva è stata la costituzione di un ecosistema culturale che ha sostenuto l'intera esperienza di tirocinio, mettendo in rete servizi sociali, università, cooperazione sociale e associazionismo teatrale.

Output

Prodotti culturali
Testi teatrali originali di Ludovico Lancia, ispirati alle collezioni etnografiche e sviluppati con la supervisione scientifica del conservatore della sezione di Antropologia
Spettacolo-guida Un altro mo(n)do, articolato in tre atti (Giappone e Oceania, Africa, Asia), con narrazione diretta, puppet teatrali, attori in scena e interazione con il pubblico
Libretto illustrato distribuito a ogni spettatore, con le illustrazioni originali dell'autore per i personaggi non presenti fisicamente in scena
Personaggi e immaginario originale (l'Antico Ordine Arcano, Osgang il Gigante, lo Spettro Cruento, il X Re Demone, l'Orco Boia e altri), nato dall'incontro tra la fantasia dell'autore e i reperti esposti
Puppet teatrali realizzati e animati secondo il metodo di Neville Tranter

Prospettive
Repliche dello spettacolo-guida per pubblici diversi e in altri contesti museali
Realizzazione di nuove edizioni del libretto illustrato
Estensione del format ad altre sezioni e collezioni dei musei di Ateneo
Documentazione dell'esperienza come modello replicabile di inserimento lavorativo in ambito culturale

Approfondimenti

Per approfondire il progetto e le sue attività, si segnalano le notizie e gli aggiornamenti pubblicati periodicamente nella sezione News del sito del CAM.


Per informazioni:
Dott.ssa Elena Santi – Referente CAM per Accessibilità e Convivenza delle differenze
tel. +39 049 8272001
e-mail elena.santi@unipd.it